Cosa è il fuso orario?

Va da sé che un fatto che accade in uno stesso istante, nel mondo, abbia orari diversi a seconda del luogo che si prende come riferimento. Data la forma tendenzialmente sferica della Terra, e considerato il movimento di rotazione che questa ha su se stessa, il Sole non illumina il nostro pianeta uniformemente in qualsiasi momento. Mentre in alcune zone è visibile la luce del dì, contemporaneamente in altre il buio genera la notte.

Per risolvere la questione, le convenzioni mondiali hanno stabilito di assegnare un orario definito alle diverse porzioni longitudinali di superficie terrestre, prendendo un orario come riferimento (un tempo era il GMT, Greenwich Mean Time, poi divenuto UTC, Tempo Coordinato Universale) e adattando di conseguenza tutti gli altri. Nascono così i fusi orari, che portano il segno “+” se a est dell’UTC, e il segno “-“ se si trovano ad ovest, avendo come secondo termine di riferimento standardizzato la linea internazionale del cambio di data, che si trova idealmente nel cuore dell’Oceano Pacifico.

Sono diversi gli scopi della suddivisione in fusi orari: si tratta soprattutto di ragioni sociali, economiche e legali. Per questo, non tutte le fasce orarie hanno uguali dimensioni: in alcuni casi, infatti, esse seguono i confini politici delle nazioni o quelli geografici di un’isola o di un continente.

Ciò che è importante sottolineare è che, da nord a sud all’interno dello stesso fuso, si adotta il medesimo orario. Attualmente sono 39 i fusi orari in vigore.