Cos'è l'ora solare?

L’ora solare è l’orario statale che coincide con il fuso orario di riferimento di un Paese.
Molti Stati, tra cui l’Italia, l'adottano solo nel periodo invernale, generalmente tra la fine di ottobre e la fine di marzo, quando per convenzione scelgono di spostare le lancette avanti di un’ora e passare così all’ora legale.

 

Cos'è l'ora legale?

L’ora legale è una convenzione che consiste nello spostare avanti di un’ora le lancette (o i numeri digitali) di un orologio in vista del periodo estivo, con lo scopo di sfruttare di più – e meglio – la luce solare pomeridiana.
Di contro, si perde un’ora di luce al mattino presto, ma il guadagno che si ottiene da un pomeriggio più lungo è soprattutto  di tipo economico ed energetico, in quanto consente di risparmiare l’elettricità altrimenti utilizzata per l’illuminazione serale, sia essa pubblica o privata.

Storia dell'ora legale. Chi l’ha proposta?

L’idea di questo provvedimento è attribuibile a Benjamin Franklin, lo scienziato statunitense famoso per avere inventato il parafulmine.
All’epoca – era il 1784 – gli studi sull’energia elettrica erano ancora agli albori e l’illuminazione avveniva perlopiù grazie alle candele, ma Franklin aveva già intuito i possibili vantaggi derivanti dallo spostamento avanti di un’ora dell’orologio nella neonata società industriale.
La sua proposta, pubblicata su un giornale francese, non fu accolta, ma divenne efficace nel XX secolo, quando durante la Prima Guerra Mondiale la necessità di risparmiare sull’energia elettrica era una priorità per il Regno Unito. Non solo i britannici, ma anche altri paesi europei (tra cui l’Italia), applicarono dunque per la prima volta l’ora legale nel 1916.

L’ora legale in Italia

Nel caso specifico italiano l’ora legale fu ripetutamente introdotta e soppressa durante buona parte del secolo, arrivando paradossalmente alla parziale applicazione limitata ad alcune zone del Paese nel periodo della Repubblica di Salò (1944). È del 1966 l’entrata in vigore definitiva dell’ora legale in Italia, su applicazione della legge 503 del 1965.
Inizialmente la durata del provvedimento copriva solo un periodo piuttosto breve, di circa quattro mesi, dalla fine di maggio alla fine di settembre.
Nel 1980 si estese la sua applicazione a sei mesi, ma è soltanto nel 1996 che si è passati, in accordo con l’Unione Europea, al prolungamento dell’ora legale dall’ultima domenica di marzo all’ultima domenica di ottobre. Questa convenzione è ancora oggi in vigore e la società che gestisce le reti per la trasmissione dell’energia elettrica in Italia calcola che ogni anno il risparmio nazionale derivante dall’ora legale sia sull’ordine dei 500-600 GWh.

Ora legale in Europa e nel mondo

Va detto che non tutti i Paesi hanno scelto di seguire questa convenzione che prevede l’alternanza tra l’ora solare e l'ora legale.
Sia a livello europeo che a livello mondiale, in passato alcuni hanno scelto di adottarla e poi di abbandonarla, mentre altri seguono lo stesso orario durante tutto l’anno.
In Europa c’è una situazione piuttosto uniforme, dato che i Paesi dell’Unione Europea (più la Svizzera, la Norvegia e gran parte dell’Europa dell’Est) adottano stabilmente l’ora legale dal 1996. Sono poche le eccezioni, come l’Islanda (dove si applica tutto l’anno), la Russia (che attualmente utilizza solo l’ora solare), la Bielorussia e la Turchia.

Più in generale si può dire che oltre all’Europa, anche i Paesi del Nord America applicano tendenzialmente l’ora legale, anche se non in tutte le zone. Alcuni territori particolari, come ad esempio le Hawaii o certe regioni canadesi, non la utilizzano. Lo stesso vale per qualche località del Messico.
In America Centrale l’applicazione può variare di anno in anno sulla base delle decisioni dei singoli governi, per cui non è semplice dare un quadro preciso della situazione; anche in America del Sud la situazione è di tipo misto, con la maggior parte dei Paesi che non adottano l’ora legale (soprattutto nella fascia equatoriale, dato che la variazione di luce durante l’anno non è tale da giustificare un cambiamento di orario), mentre il Brasile, il Cile, l’Uruguay e il Paraguay la applicano regolarmente.
Un discorso simile vale per l’Oceania, dove le Isole Samoa, le Fiji, alcuni stati australiani e la Nuova Zelanda utilizzano l’ora legale, mentre altri Stati non la usano.

Gran parte dei Paesi asiatici e africani, infine, sceglie invece di servirsi solo dell’ora solare: tra le poche eccezioni ricordiamo il Marocco e la Namibia in Africa, oppure alcuni paesi mediorientali come la Siria, Israele, la Palestina, la Giordania, il Libano, l’Iran e Cipro.

 

L'Ora solare e l'ora legale verranno abolite?

Ultimamente si sta dibattendo molto sulla possibilità di abolire il passaggio dall’ora solare a quella legale (e viceversa) che si ripropone due volte all’anno.
Stando ai sondaggi del Codacons, in Italia l’opinione pubblica parrebbe esattamente spaccata in due tra favorevoli e contrari. La situazione non è però di competenza nazionale, bensì dell’Unione europea: tra luglio e agosto 2018 la Commissione Europea ha svolto una consultazione pubblica tra i cittadini, nella quale hanno espresso il proprio parere 4,6 milioni di persone.
Il risultato è che circa l’84% di queste si è detto stanco del doppio cambio di ora ogni anno, ma anche in questo caso c’è molta differenza tra un Paese e l’altro; alcuni infatti vorrebbero mantenere sempre l’ora solare, mentre altri quella legale.

Attualmente non è ancora stata presa nessuna decisione, anche se tra le possibili soluzioni c’è quella di lasciare ai singoli Stati la scelta. Il rischio, va da sé, è quello di creare una grossa confusione a livello continentale, maggiormente accentuata tra i Paesi confinanti, dove i trasporti e gli scambi commerciali attraversano costantemente i confini.
Tra le argomentazioni a favore dell’abolizione del semestrale cambio d’orario c’è la salute, che risentirebbe dello sfasamento del sonno dovuto allo spostamento delle lancette. D’altro canto, bisognerà però considerare i costi per riprogrammare i sistemi informatici delle imprese pubbliche (in particolare la sanità) e private qualora non si preveda più il doppio regime stagionale, ma anche la perdita dell’ora di luce di cui siamo ormai abituati a godere alla sera o al mattino con l’attuale alternanza.

A spingere nella direzione dell’orario solare permanente sono soprattutto i Paesi del Nord Europa, dove le giornate estive sono già sufficientemente lunghe, mentre ad optare per l’orario legale tutto l’anno sono principalmente le nazioni meridionali, a cui piace molto quell’ora in più di luce serale.
Tra le tante proposte, infatti, c’è anche quella di adottare una sorta di fuso orario informale tra il nord e il sud del continente, ma nel ventaglio di possibilità si tanno valutando tutte le opzioni.

 

Quando cambia l'ora nel 2019 e cosa va fatto?

L’ultima domenica di marzo scatterà nuovamente l’ora legale in tutta Europa. Sposteremo quindi le lancette avanti di un’ora, guadagnando così immediatamente un’ora di luce alla sera.
Gli Stati membri dell’UE hanno libertà di scelta sulla questione e dovranno notificare entro il mese di aprile la propria decisione in merito all’orario da adottare.
Come prevedibile all’orizzonte si profila minaccioso il caos: anche se dall’esecutivo dell’Unione Europea assicurano che si procederà in maniera intelligente evitando dannose complicazioni, i segnali al momento non sono rassicuranti, dato che già diversi Paesi confinanti (vedi Belgio e Olanda, ad esempio) hanno espresso volontà diverse.

L’intenzione del Parlamento Europeo è comunque chiara: sia che si opti per una soluzione o che si decida per l’altra, quello di domenica 31 marzo 2019 dovrebbe essere l’ultimo cambio di orario obbligatorio per passare all'ora legale.
Gli Stati che vorranno adottare permanentemente l'ora solare potranno quindi ancora attuare uno spostamento delle lancette domenica 27 ottobre 2019, ma da quel momento non sarà più possibile effettuare cambi dell’ora.