Santi del giorno: il venerato di oggi e di domani

Il santo di oggi è San Giovanni Eudes - Sacerdote, onomastico del nome Giovanni, Gianni; domani si festeggerà San Bernardo di Chiaravalle - Abate e dottore della chiesa e l'onomastico del giorno sarà Bernardo, Bernardino; ma vi siete mai chiesti come e quando sono stati associati i santi e i beati da venerare ai giorni dell'anno? Ve lo spieghiamo noi.

 

I calendari liturgici

Il calendario liturgico è lo strumento utilizzato dalle diverse Chiese per scandire l'annualità secondo le celebrazioni religiose. Esso è composto dallo stesso numero di settimane del calendario Civile, ma la sua suddivisione interna dipende dalle ricorrenze religiose quali: il periodo Natalizio, quello Pasquale ecc. Essendo strettamente legato ai riti da celebrare, va da sé che ad ogni rito (ortodosso, cattolico ecc) corrisponda un diverso calendario Liturgico. In linea di massima, si può dire che il tempo liturgico sia suddiviso in due categorie principali:

  • Temporale: comprende i periodi delle celebrazioni natalizie, pasquali, dell'avvento ecc. Contiene in sé tutti i riti che accompagnano la vita di Gesù e della Madonna, le vicende di nascita, passione, morte e resurrezione di Cristo, ovvero i centri principali della fede cristiana.
  • Santorale: il tempo dedicato alla commemorazione e celebrazione dei Santi

Chiese locali o particolari hanno poi la loro precisa versione del calendario liturgico che, ferme restando le festività e le ricorrenze universali, possono contemplare diverse memorie di Santi e beati, spesso legati al territorio ed alle specifiche tradizioni del luogo.
Nel complesso, la funzione dei calendari  liturgici è quella di accompagnare i fedeli nel cammino verso la fede e la redenzione, purificandosi attraverso la conoscenza e la memoria della vita di Cristo e degli altri esempi di virtù cristiana.

 

Il calendario dei Santi e il santo del giorno

L'usanza di associare ad ogni giorno dell'anno la figura di un Santo da venerare risale all'epoca del cristianesimo antico. Era infatti tradizione commemorare i martiri, ricordando la loro morte e glorificandone la fede. In seguito ai martiri si aggiunsero Santi e Beati, ed il calendario fu organizzato secondo una scansione precisa, nella quale ad ogni giornata corrispondeva la festa di un Santo che si poteva celebrare. In genere la data prescelta è quella della morte, vista nella sua accezione prettamente religiosa di “nascita al cielo”.

Ci sono Santi venerati a livello nazionale ed in più religioni, altri riconosciuti solamente dalla chiesa Cattolica, altri ancora il cui culto è rimasto circoscritto ad un livello locale, spesso legato ai luoghi di nascita, di morte, o nei quali il Santo ha trascorso buona parte della vita o ha compiuto particolari azioni memorabili.

Il calendario dei Santi si intreccia a quello liturgico, formando così una serie di festività principali (ad esempio il Natale, la Pasqua, la Pentecoste ecc) e di festività minori, che scandiscono il tempo religioso.

 

 

Vite dei Santi

Non esiste un unico registro che raccolga tutti i nomi dei Santi conosciuti e venerati. La storia della Chiesa infatti è piena di personaggi reputati Santi, in virtù delle loro azioni, miracoli e qualità morali. Per conoscerli tutti è necessario cercare i loro nomi attraverso diverse fonti, dalle più antiche alle più moderne.

Racconti, leggende, iscrizioni, memorie e cronache storiche, calendari ecclesiastici... Spesso di questi personaggi viene riportato solamente il nome (che sia quello anagrafico o quello assunto come religiosi) e le date di nascita e morte. In molti casi anche queste ultime sono approssimative. Stesso discorso vale per i martiri: solo alcuni dei più conosciuti possono contare su una memoria storica veritiera ed attendibile. Molte delle loro Agiografie sono state scritte a posteriori, quando ormai i testimoni e le cronache scritte dell'epoca erano andate distrutte o perdute. Si tratta di personaggi che hanno influito sulla cultura popolare, sulla storia, e che hanno contribuito a rendere omaggio ed alla diffusione del culto religioso, oppure di uomini e donne che con il loro comportamento virtuoso sono stati presi ad esempio da un gran numero di fedeli.

Spesso sono loro attribuite azioni miracolose: guarigioni, apparizioni, ecc. In alcuni casi sono state comprovate scientificamente, o meglio: ad alcuni fatti non si è trovata nessuna spiegazione logica o scientifica, e sono perciò stati classificati appunto come miracoli, avvenuti per mano del Santo con l'intercessione di Dio. Per secoli l'obiettivo degli autori delle vite dei Santi non è stato tanto il raccontare eventi storici, ma quello di glorificare questi personaggi, facendoli assurgere ad un livello superiore rispetto alle persone comuni, affinché il loro esempio fosse di ispirazione e ravvivasse la fede nei lettori.

 

Il Martirologio Romano

Una delle fonti più utilizzate e canonizzate per un elenco attendibile delle festività legate ai santi del giorno, è il Martiriologio Romano. Si tratta di un testo liturgico, ovvero considerato ufficiale ed utilizzato per la stesura dei diversi calendari liturgici da parte delle chiese.

Da sempre la chiesa si è preoccupata di raccogliere e conservare le memorie relative ai Santi ed ai Martiri, da utilizzare come esempi ed ispirazione per tutti i fedeli. Il primo martirologio latino, detto Geronimiano, ha visto confluire in sé le storie raccolte in diversi calendari: quello romano, quello siriaco, quello africano. Erano in esso presenti diverse inesattezze, doppioni, scorrettezze. In seguito la raccolta è andata correggendosi ed ampliandosi, con l'aggiunta di testimonianze relative a Santi provenienti da altri luoghi.

La prima edizione dell'attuale Martirologio è del 1584, redatta per volontà di Papa Gregorio XIII. Il lavoro storico di ricerca e stesura ha continuato ad essere compiuto nel corso del tempo, allo scopo sia di continuare a correggere gli errori e restituire una memoria storica attendibile, sia di includere altri Santi riconosciuti e venerati dalla Chiesa Cattolica. Con la beatificazione e canonizzazione di altri Santi nel corso del tempo, il Martirologio è via via aggiornato, per comprendere tutti i personaggi venerati. Il  più recente Martirologio è del 2001, steso e redatto con l'approvazione e secondo i dettami del Concilio Vaticano II.

 

Canonizzazione: il processo di beatificazione e santificazione

Come vengono riconosciuti gli uomini e le donne considerati Santi, e quali sono i requisiti che fanno loro riconoscere la venerazione della Chiesa e l'inserimento nel Martirologio?
Il processo che porta alla santificazione si chiama canonizzazione. E' un processo lungo, i requisiti da soddisfare sono molti, e richiedono procedure di studio e vaglio dei fatti che possono impegnare la Chiesa anche per molto tempo. In linea teorica, la Chiesa considera santi tutti coloro che sono stati battezzati. Sono santi passabili di venerazione però solamente coloro che in vita hanno dimostrato una fede particolare, e che hanno servito la Chiesa e la religione in maniera straordinaria. Si definiscono invece martiri coloro che, a causa della propria fede, hanno perso la vita.

Per aprire un processo di canonizzazione è necessario che il candidato sia defunto, e che qualcuno si occupi di richiedere ufficialmente l'intervento della Chiesa per cominciare l'iter. Il vescovo del luogo di vita e opere del futuro santo ha il compito di accettare o meno la richiesta e, nel primo caso, comincia il “processo”. Le prove e le testimonianze relative alla vita della persona in questione vengono vagliate attentamente da veri e propri “avvocati” (ovviamente ecclesiastici) e, se sono ritenute soddisfacenti, la richiesta di canonizzazione può essere presentata in Vaticano. Il Postulatore è colui che si occupa formalmente di richiedere la canonizzazione, mentre il promotore di giustizia ha il compito di verificare e sottoporre a dubbio le eventuali prove fornite. Insomma, il funzionamento è simile a quello di un vero e proprio tribunale, con difesa ed accusa. Il processo di canonizzazione comprende tre tappe fondamentali:

  • Servo di Dio
  • Venerabile
  • Beato
Si definisce Servo di Dio chiunque per cui sia stato aperto il processo di canonizzazione, dal momento della presentazione della domanda in Vaticano. Se in seguito al candidato è riconosciuta la piena e straordinaria adesione alle virtù teologali (fede, speranza e carità) ed a quelle cardinali (giustizia, prudenza, fortezza e temperanza), allora è considerato come venerabile. Perché si passi dallo status di servo di Dio a quello di Venerabile, è necessario che si manifesti un miracolo, ovvero un avvenimento straordinario accaduto per intercessione del candidato in questione. Si dice “per intercessione” poiché secondo la Chiesa solamente Dio è in grado di compiere miracoli, ed i vari santi sono solamente lo strumento attraverso cui Dio agisce nel mondo. Una volta nominati venerabili, è necessario che siano trascorsi almeno cinque anni dalla morte e che si compia (o venga riconosciuto) un secondo avvenimento miracoloso per essere considerati beati, ed in seguito santi.

Il passaggio a santo, il beato (a eccezione dei martiri) deve compiere un ulteriore miracolo dopo la beatificazione.

Il processo si dice canonizzazione perché in questo modo la persona entra a far parte del canone ufficiale e del calendario liturgico. E' possibile, in presenza di eventi o condizioni straordinarie, che il Papa faccia particolari eccezioni, ad esempio sul numero di miracoli, o su altri aspetti del processo. I candidati alla santificazione sono spesso religiosi, frati, preti o suore. Non è raro però che venga richiesta la canonizzazione anche di personaggi laici, che si sono tuttavia distinti per le loro virtù e/o per le loro opere.

 

Santi e Beati

Il Beato è riconosciuto dalla Chiesa, ma la sua venerazione è permessa (ma non obbligatoria) a livello locale, con specifiche modalità, precisate nel decreto di beatificazione. Il Santo invece entra a far parte del calendario della Chiesa Universale, ed è quindi universalmente riconosciuto come venerabile e come tale va pubblicamente adorato.

 

Onomastico del giorno: cosa significa e perché si festeggia

La storia dell'onomastico risale all'antichità. Già Cicerone istituì il dies onoomastica, ed a quei tempi era compito dei bambini comporre poesie da recitare al festeggiato.
Il motivo della celebrazione dell'onomastico è da ricercare nel legame che il nome posto ad ogni nuovo nato simboleggia il suo legame con la famiglia, e quindi con la comunità tutta. Sino al compimento del primo anno – ma anche dopo, per tutta la vita - infatti è proprio il nome che indica "l'essenza" della persona nella sua unicità.

Il compleanno si limita ad aggiungere una data, ma non è fondamentale: sono ancora molte infatti le culture nelle quali non è così scontato risalire con precisione al giorno o all'anno di nascita di una persona.
Il nome di ognuno assume un significato particolare anche nella cultura religiosa: soprattutto in passato i nomi venivano scelti per il loro preciso significato, e non di rado questo era collegato a ragioni divine. Una testimonianza di ciò ha profonde radici nella cultura cristiana, basti pensare a come Dio e Gesù fossero soliti cambiare il nome degli uomini chiamati: Simone diventa Pietro, perché "su questa pietra edificherò la mia casa".

Ancor oggi quando si prendono i voti, spesso si sceglie un nome diverso da quello di battesimo, e sarà questo il nome che il monaco porterà per il resto della vita. L'onomastico si celebra il giorno della commemorazione del santo che porta lo stesso nome. Questa festa, molto più sentita in passato che oggi, serve a ricordare ai fedeli gli esempi di virtù e fede da seguire, ed è la prima ricorrenza che intercorre tra la nascita del bambino ed il suo primo compleanno. Nonostante vengano canonizzati sempre nuovi individui, non tutti i nomi trovano una corrispondenza nel calendario dei santi. I nomi che non hanno una figura canonizzata corrispondente sono detti adespoti (privi di santo protettore), e l'onomastico si celebra il 1 novembre, in occasione della festa di tutti i santi.

 

Il calendario dei Santi 2019