Nome e Titolo del Santo del Giorno

San Crispino da Viterbo (Pietro Fioretti) - Religioso Cappuccino

 

Quando si festeggia San Crispino da Viterbo?

La ricorrenza in cui si celebra è il giorno 19 Maggio

Come si determina il Santo del giorno?

 

Onomastico del nome

Crispino (Crispiniano)

 

Vita e opere

Pietro Fioretti nasce a Viterbo il 13 novembre 1668. Orfano di padre in tenera età, frequentò con profitto le scuole pubbliche dei Padri Gesuiti. Nonostante la buona istruzione (che all'epoca comprendeva il latino), le necessità familiari lo obbligarono ad andare apprendista a bottega. Era d'altronde un bambino debole e gracile, che probabilmente avrebbe mal sopportato le penitenze e le privazioni della vita religiosa. Entrò in bottega con lo zio (nuovo marito di sua madre) ed apprese il mestiere di calzolaio.

A 25 anni decise di abbandonare il mestiere e di entrare nei frati Cappucini, e nel 1963 ottenne di poter cominciare il noviziato nella congregazione. Di nuovo la sua apparente debolezza gli fece rischiare di non essere acceettato. Pietro scelse per sé il nome di Crispino, in onore del mestiere della famiglia di provenienza. Come prova di resistenza, Crispino venne addetto ai lavori dell'orto ed all'aiuto questua: mansioni faticose, che tuttavia egli svolse con serenità e buonumore nonostante la fatica.

Prestò giuramento nel 1964, e venne trasferito al convento di Tolfa, dove svolse mansioni di cuoco. Qui si diffuse velocemente la notizia di una guarigione avvenuta per sua mano, e da allora moltissimi si rivolsero a lui. Si narra che Crispino fosse solito uscire dalle cucine con un cesto di cibarie sulle quali aveva precedentemente invocato la benedizione della Madonna. I rimedi di Frate Crispino divennero ricercatissimi e famosissimi, e la sua fama di taumaturgo gli valse lo spostamento alla mansione di infermiere. Venne spostato a Roma, anche per impedire che la notorietà gli facesse perdere l'umiltà.

Arrivato a Roma, inspiegabilmente Crispino si rabbuiò e cadde in malattia. Passò allora alla mansione di sarto, ma egli stesso ritenne il lavoro troppo leggero, e tornò a fare il cuoco. Allegro e definito "giullaresco" da alcuni confratelli, Crispino rispondeva alle critiche con schiettezza e sincerità.

Di convento in convento, era solito portare con sé una statuina della Madonna, a cui erigeva un altarino di volta in volta nella cucina, nell'orto, o nel luogo della sua mansione. Trascorse alcuni anni a Orvieto, dedicandosi alla questua.  Salvò più di un neonato abbandonato davanti ai conventi, e la sua figura splendeva per la bontà e l'arguzia con cui era solito rivolgersi a tutti, rimbeccando ironicamente e con garbo anche personaggi di una certa levatura politica.

Morì nel 1750
, dopo aver trascorso l'ultimo  biennio a Roma: ormai malato e bisognoso di cure, si era fatto spostare per non gravare troppo sui confratelli della piccola comunità di Orvieto. Crispino è stato il primo santo canonizzato da Giovanni Paolo II nel 1982.
 

Miracoli

Il suo primo miracolo fu la guarigione immediata di Galliana, una donna che aveva chiesto di lui e che lui aveva benedetta con la Medaglia della Immacolata Concezione. Alle sue preghiere ed alla frutta benedetta che portava dalla cucina del convento ne sono attribuite moltissime altre, che hanno dato origine alla sua fama di taumaturgo.
 

Venerato da

Chiesa cattolica

 

San Crispino da Viterbo protettore e patrono

Protettore dei calzolai ed in generale dei lavoratori del cuoio.

Patrono della città di Porto S. Elpidio (FM)

 

Martirologio romano

A Roma, san Crispino da Viterbo, religioso dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che, mentre viaggiava tra i villaggi montani per mendicare l’elemosina, insegnava ai contadini i rudimenti della fede.

 

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